obiettivi fotografici nella dog photography
Esistono diversi tipi di obiettivi: grandangolari, normali classici e teleobiettivi. Essi descrivono la lunghezza focale, ovvero l’angolo di campo, e determinano quanto della scena rientra nell’immagine e quanto grande appare un oggetto. I grandangolari mostrano un ampio campo visivo e una prospettiva più forte; gli obiettivi classici intorno ai 50 mm hanno un effetto naturale e corrispondono all’incirca alla nostra visione. I teleobiettivi hanno un angolo di campo più stretto: il soggetto appare più grande, lo sfondo si avvicina otticamente e appare più tranquillo. Si parla di compressione. Un effetto collaterale gradito è una maggiore sfocatura dello sfondo (nota anche come bokeh), anche se naturalmente anche il diaframma e la distanza dal soggetto giocano un ruolo importante.
perché amo i miei teleobiettivi
Durante i servizi fotografici mi capita spesso di portare con me teleobiettivi grandi e pesanti. Perché mi sottopongo a questo sforzo? Il teleobiettivo avvicina visivamente il soggetto (il tuo cane, te o entrambi) e allo stesso tempo fa sembrare più vicino lo sfondo. Questo ha due grandi vantaggi: il tuo cane si staglia chiaramente sullo sfondo e, soprattutto in montagna, si crea un effetto maestoso, come se fosse seduto su un trono davanti a uno scenario imponente. Con un obiettivo da 200 mm posso “avvicinare” visivamente le montagne. È proprio questa compressione che rende le immagini quasi pittoriche. È per questo che amo i teleobiettivi.
lunghezza focale fissa vs. zoom
Per i ritratti utilizzo esclusivamente obiettivi a focale fissa. Non hanno lo zoom (quindi devo muovermi attivamente per ottenere l’angolo di campo perfetto), ma spesso sono più luminosi (quindi posso fotografare meglio in condizioni di scarsa illuminazione) e offrono un look incomparabile, perché l’apertura del diaframma può essere maggiore. Il diaframma è il numero “misterioso” riportato sugli obiettivi (f/1.2, f/1.8, f/2.8, ecc.). Più piccolo è questo numero, maggiore è l’apertura delle lamelle, più luce raggiunge il sensore (indispensabile alla luce del tramonto o nei boschi bui) e maggiore è lo sfondo sfocato. Il risultato è un cane nitidissimo e uno sfondo meravigliosamente morbido (bokeh morbido). Il fatto che questi obiettivi siano pesanti ha una ragione fisica: una grande apertura del diaframma richiede grandi superfici di vetro nella parte anteriore dell’obiettivo.
Il motivo per cui gli zoom spesso non raggiungono la stessa apertura può essere spiegato così: costruire un’apertura enorme per ogni lunghezza focale sarebbe incredibilmente complesso, molto costoso e renderebbe gli obiettivi ancora più pesanti. Da qui il compromesso: flessibilità con lo zoom o massima sfocatura con la lunghezza focale fissa. Utilizzo il mio 70-200mm f/2.8 quando devo reagire rapidamente, ad esempio nella fotografia d’azione, in cui i cani si muovono rapidamente verso di me. Per ottenere il massimo effetto dell’immagine, tuttavia, ricorro alle mie lunghezze focali fisse luminose.
grandangolo
Naturalmente ci sono situazioni in cui scelgo consapevolmente di utilizzare un grandangolare: ad esempio quando lo spazio è limitato o quando il paesaggio deve avere un ruolo da protagonista, perché lo sfondo è da sogno o il tramonto immerge tutto in una luce dorata. Il mio 35mm, abbastanza vicino al cane e con un’apertura f/1.2, è in grado di isolare meravigliosamente il soggetto.
Per me gli obiettivi non sono solo tecnologia, ma strumenti per raccontare storie. Ogni obiettivo ha il suo carattere e lo scelgo consapevolmente per ottenere il meglio da ogni scatto.
